Fabio e Mingo, stop a Striscia la notizia: «Licenziati via mail dopo 19 anni perché...»


BARI - Licenziati via posta elettronica. Il rapporto tra Striscia la Notizia e i due (ex) inviati pugliesi Fabio e Mingo è stato risolto con una mail su carta intestata di Reti Televisive italiane.Il particolare viene reso noto dai due attori con una nota: «Una mail per mandarci a casa dopo 19 anni. Con una comunicazione inviata per posta elettronica, Reti Televisive italiane pretende di aver risolto il nostro contratto a far data dal 7 maggio 2015 accusandoci di aver realizzato un servizio 'precostituito e artefatto'».

Nella lettera con cui si interrompe il contratto tra il tg satirico di Antonio Ricci e Fabio e Mingo emerge anche un profilo giudiziario inedito, con un riferimento ad una inchiesta della Procura di Bari. «In tale comunicazione gli ex inviati noti per consegnare la versione pugliese del tapiro, il provolone - si fa riferimento anche a una presunta indagine della Procura di Bari su tale vicenda, nella quale evidentemente non ci viene mosso alcun addebito non avendo ricevuto alcuna comunicazione in proposito».

I due ex protagonisti di Striscia hanno palesato una grande sorpresa anche perché tutte le richieste di incontro per replicare o chiarire la querelle sono state declinate: «Nell'esprimere incredulità e stupore per il trattamento che ci è stato riservato - conclude la nota - senza consentirci alcun diritto di replica e senza rispondere alle nostre reiterate richieste di incontro, ribadiamo la correttezza dell'attività svolta in questi anni esclusivamente come attori».

Fabio e Mingo, a Striscia dal 1997 con decine e decine di servizi contro malaffare pubblico e truffe di privati, sono stati prima sospesi con un videoeditoriale del Gabibbo nella puntata del 24 aprile e poi ufficialmente allontanati con un nuovo intervento in diretta del pupazzo rosso il 5 maggio scorso: in quest'ultima comunicazione è stato fatto riferimento a due servizi artefatti. «Cari spettatori - queste le parole del congedo del Gabibbo al tandem barese - parliamo di Fabio e Mingo e della loro redazione. Abbiamo acclarato che il caso di qualche tempo fa della maga sudamericana non esiste e anche il caso del falso avvocato era una messa in scena».

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