Parla Rocio Munoz Morales, la compagna di Raoul Bova: “Nostra figlia Luna è la mia migliore amica”

rocio-raoul-bova-intervista-645
Rocio Munoz Morales si racconta a Oggi. Dalla vita sul set a quella lontana dai riflettori, con il suo Raoul Bova e la loro figlia Luna, che ha appena compiuto 2 anni: “È la mia migliore amica”, dice.
LANCIATISSIMA - «Ieri, appena sveglia, sono andata all’Ikea da sola con mia figlia Luna, poi abbiamo fatto la siesta abbracciate. Oggi ho volato da Roma a Milano e ritorno, ora corro a casa a salutare la piccola, poi vado in scena sul palco». È un buon periodo per Rocío Muñoz Morales. Altro che bella statuina. La compagna di Raoul Bova, madre della loro bimba di due anni, è in tour fino ad aprile nei teatri italiani con la commedia Di’ che ti manda Picone, accanto a Biagio Izzo. E al cinema in Natale da chef con Massimo Boldi, ancora Izzo e un grande cast di comici. In questa intervista a Oggi parla di sé a cuore aperto. Delle sue fragilità, la carriera e l’amore.
È sotto i riflettori da quand’era bambina, fuoriclasse di danza. Eppure sembra sempre irradiare una dolce timidezza. È così? «Sì, sono timida ma se lavoro mi calo nei personaggi e l’insicurezza sparisce. Sono sensibile ma anche allegra, solare, come mia mamma Maria Pilar, una donna fortissima che mi ha fatto crescere tra risate, musica e danze».
Da ragazza è andata a scuola dalle suore. Che ricordi ha? «Molto belli. Erano suore moderne, senza la veste. Ci sono andata dai tre ai 18 anni. È nel cortile di quella scuola che ho dato il mio primo bacio, a sei anni, a un fidanzatino».
Però. Il fortunato? (ride) «Un bambino di nome Rodrigo. Le amichette mi cucirono con il grembiule una specie di abito da sposa e Rodrigo mi chiese la mano davanti alle suore».
Chissà quanti fidanzati ha avuto. «In realtà pochi. E con storie lunghe».
Ha frequentato un corso di giornalismo a Madrid. Perché poi ha cambiato strada? «Ho sempre amato scrivere, ascoltare le storie degli altri. A scuola ci insegnavano l’obiettività dell’informazione. Poi, in Italia, ho letto certe assurdità su di me e ho pensato: qui di obiettivo non c’è nulla. Ecco, io piuttosto sarei diventata una giornalista noiosa».
In Natale da chef, invece, è una pasticciera pasticciona. «Sì, mi chiamo Perla e per sbarcare il lunario conduco una doppia vita. Mio marito pensa che sia una vera chef. In realtà, per guadagnare faccio la ragazza sexy che sbuca dalle torte durante gli addii al celibato. E quando mi ingaggiano per cucinare, sono guai».
Nel film tira un pugno a un molestatore. Nella vita è così decisa? «Non sono violenta, non mi sono mai menata nemmeno con le mie due sorelle. E sul lavoro non ho subito molestie, appena fiutavo qualcosa di strano mi allontanavo. Ma se dovessi mandare qualcuno a quel paese, lo farei».
Oltre al cinema, è in tour per l’Italia con Di’ che ti manda Picone fino ad aprile. Come fa con Luna? «La porto quasi sempre con me. Viaggiamo insieme, io, lei e il mio cagnolino Pinchito. Ho una tata che ci aiuta. Ma quando Luna aveva due mesi, da sola ho caricato la carrozzina sull’aereo e l’ho portata in Spagna. Una follia. Ma lei è stata un angelo».
Il 2 dicembre Luna ha compiuto due anni, come l’ha festeggiata? «A casa, con le sue amichette e tanta musica. Da mamma a figlia le ho fatto un regalo speciale. Le ho comprato… il suo primo paio di scarpe coi tacchi!».
Coi tacchi? «Sì, scarpette brillanti da principessa Disney. Luna è tutta la mia vita, è come un’amica che non mi tradirà mai».
Papà Raoul è più severo? «Di sicuro un po’ più di me. Lui decide quando è ora di metterla a nanna. Io, anche se sono le dieci di sera, continuo a saltare con lei sul lettone».
Sognate di darle un fratellino o una sorellina? «Vengo da una famiglia numerosa e non riesco a immaginarla da sola. Ma non è ancora il momento».
Mi tolga una curiosità. Per il compleanno di Raoul aveva scritto su Instagram: «Auguri “tarta”…». Lo chiama così per la “tartaruga” di addominali? (ride) «Ah no, è un modo scherzoso di chiamarci tra noi due. In maggio siamo andati in vacanza in un posto meraviglioso top secret, e abbiamo visto le tartarughe giganti. Ci ha colpito la loro espressione buffa del muso. Da allora, io e lui siamo due “tarta”, ce lo sussurriamo di nascosto anche durante le occasioni ufficiali».
Le nozze sono vicine? «Mai dire mai. Ma il matrimonio si può vivere in tanti modi, anche non ufficiali».
Come passerete le feste? «Di solito vado in Spagna, dai miei. Ma quest’anno sarò libera dal teatro solo il 25 e il 31 dicembre. Festeggeremo in casa a Roma, sotto il nostro albero di Natale un po’ hippy, pieno di palline colorate e di peluche, pecore, orsetti».

Commenti